A Roma ministeri e enti evadono la tassa sui rifiuti per 40/50 milioni

(foto dal web)

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Se le strade di Roma sono sporche e la raccolta dell’immondizia è ridotta al minimo indispensabile, la colpa non è tutta dell’AMA – azienda della nettezza urbana – ma  soprattutto dei grandi enti pubblici e privati che non pagano la tassa sui rifiuti ed hanno accumulato un debito verso l’AMA per 40/50 milioni di euro. Una cifra enorme, che consentirebbe di sviluppare finalmente nella Capitale una totale raccolta differenziata e permetterebbe anche di assumere nuovo personale.

Le cifre, da molti anni in qua, vengono fornite dalla stessa AMA e vedono fra i contribuenti morosi  quasi tutti i ministeri – per svariati milioni di euro ciascuno – compresi quelli finanziari, che dovrebbero teoricamente vigilare sulle evasioni delle tasse. Un altro grosso debito lo ha accumulato la sede romana della FAO (5 milioni di euro) che però si rifiuta di pagare, con il pretesto che l’Italia è Paese ospitante. Probabilmente, con il denaro risparmiato finora la FAO è stata in grado di erogare gli stipendi faraonici percepiti dai suoi funzionari e impiegati. I quali magari si lamentano poi che Roma è una città poco pulita…..

Da sottolineare che se a non pagare la tassa sui rifiuti fosse un privato cittadino della Capitale, scatterebbe immediatamente l’iter sanzionatorio fino a giungere, entro pochi mesi, al sequestro dei suoi beni nel caso non saldasse il proprio debito nei termini previsti.

Ci sono poi le Aziende sanitarie locali e molti ospedali pubblici di Roma, che hanno accumulato debiti con l’AMA per quasi 6 milioni di euro. Perfino il Carcere di Rebibbia, la Sovrintendenza dei beni ambientali e il Pontificio Istituto Biblico figurano nella lista dei morosi, per centinania di migliaia di euro. Fra i privati, hanno a suo tempo accumulato debiti consistenti con l’azienda della nettezza urbana, anche la Telecom , Sky e persino l’Ikea (azienda notoriamente sensibile ai problemi dell’ambiente).

Di fronte a queste inadempienze i semplici cittadini (ma anche i turisti), sui quali ricadono i maggiori disagi per una Roma poco pulita, hanno tutto il diritto di chiedersi dove  va a finire il rispetto per le Istituzioni, quando queste ultime non si rispettano neanche fra loro.

Le più recenti notizie di stampa sull’argomento sono quelle fornite oggi dal quotidiano romano “Il Tempo”, secondo cui il record della morosità spetta al ministero degli Affari Esteri che deve compilare un assegno di arretrati sulla Tariffa Rifiuti di un milione e 259 mila euro. Quasi centomila euro in più rispetto al dicastero dei Lavori pubblici che non ha pagato per un totale di un milione 150 mila 965,68 euro. Ma la lista non finisce qui. In totale, dieci ministeri devono all’AMA oltre sei milioni di euro.

Eppure, nella maggior parte degli edifici pubblici di Roma è arrivata, finalmente, la raccolta differenziata. Contenitori separati per carta, plastica e umido. Un servizio necessario ma oneroso. Almeno per l’Ama, l’azienda capitolina che si occupa dell’igiene urbana, e dunque della raccolta dei rifiuti. A costo zero, invece, per tante istituzioni pubbliche, a partire dai ministeri. Nonostante, fanno sapere dall’Ama, la situazione sia migliorata e molte sedi amministrative e diplomatiche abbiano cominciato a pagare la tariffa rifiuti, la situazione resta comunque drammatica.

Tra i più morosi – sottolinea “Il Tempo” – figurano i ministeri. Al primo posto la Farnesina. La sede del ministero degli Affari Esteri deve all’Ama un milione 259 mila 618,75 euro. A seguire il ministero dei Lavori pubblici che risulta moroso nei confronti della Tariffa Rifiuti di un milione 150 mila 965,68 euro. Sfiora il milione di euro anche il debito del ministero dello Sviluppo economico, con 978.222,12 euro di arretrati Tari. Di poco inferiore quello del ministero per la Salute che ammonta a 812.032,95 euro. Poco meglio per il ministero delle Poste e Telecomunicazioni che deve staccare un assegno a favore di Ama di 667.505.92 euro, mentre il
ministero della Difesa 554.537,45 euro.

Meno «impressionante» ma ugualmente consistente, la morosità sulla Tariffa Rifiuti del ministero dell’Interno che ammonta a 281.047,23 euro. Poco di più di quanto deve il ministero del Lavoro e della Previdenza: 222.742,05 euro. Restano sotto i duecentomila euro le morosità del ministero del Lavoro e Previdenza sociale direzione generale, con 195.902,64 euro e quello del Commercio con l’Estero che deve all’Ama 173.449,71 euro. In totale quindi i dieci ministeri devono pagare 6 milioni 296 mila 023,50 euro. I dati si riferiscono al 28 febbraio 2010. Cifre importanti per un’azienda, l’Ama, che nell’ottobre scorso superava in bilancio il miliardo di euro di passività e registrava un credito sulla Tariffa Rifiuti di circa 50 milioni di euro.

Ecco allora che i soldi che i ministeri devono all’Ama – spiega il quotidiano romano – assumono un carattere non solo di necessità ma di urgenza. E certamente i ministeri non sono gli unici a non pagare. L’elenco comprende anche altre sedi amministrative, istituzionali e pubbliche come ad esempio uffici territoriali e distaccati, scuole, aziende pubbliche e, non da meno, le sedi diplomatiche. I dati tuttavia sono ancora in fase di elaborazione: la sessione di chiusura del bilancio annuale dell’Ama è infatti appena cominciata. Ma, se il buon giorno si vede dal mattino, la voce incassi della Tariffa Rifiuti, seppure migliorata rispetto allo scorso anno, grazie all’avvio del recupero credito, segnerà ancora crediti sicuramente superiori ai trenta milioni di euro.

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