Contro l’atomo? Si può chiamare ‘Nuclear Hotline’

Una cabina 'Nuclear Hotline', foto Greenpeace
Chi vuole far sentire la propria voce contro il nucleare, anche solo a mo’ di (educato) sfogo, ha due modi originali per farlo. Uno è chiamare il numero gratuito 800.864.884 messo a disposizione da Greenpeace e lasciare un messaggio che l’associazione ambientalista consegnerà ai “candidati nucleari”. Fino alle elezioni sarà possibile continuare a chiamare gratuitamente – sia da fisso sia da cellulare.
L’alternativa è quella di telefonare direttamente dalle cabine della cosiddetta “Nuclear hotline”, allestite in alcune piazze italiane. Divertenti come quelle inglesi, le cabine telefoniche sono il simbolo della voce dei cittadini verso i politici che vorrebbero mettere a tacere questo tema importante e rimandarlo a dopo le elezioni, per motivi di propaganda.
Sul sito http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/homepage.html intanto sono state già raccolte più di 49.000 firme contro il nucleare.
Il governo italiano vuole imporre il nucleare che è una pericolosa perdita di tempo e una falsa soluzione per i cambiamenti climatici. La politica italiana sta impedendo all’Italia di investire nelle vere soluzioni per i cambiamenti climatici: rinnovabili ed efficienza.
I piani nucleari del governo prevedono la creazione di almeno quattro centrali nucleari che costeranno all’Italia, solo per la costruzione, ognuna tra i 5 e i 6 miliardi di euro e che non saranno attive prima di dieci anni. Se l’Italia punterà sul nucleare non potrà rispettare gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni al 2020 e sprecherà le risorse che avrebbe potuto investire in tecnologie pulite ed efficienza, vere soluzioni immediatamente disponibili.
I candidati alle regionali devono dire chiaramente da che parte stanno. Dire che ”il nucleare non serve” nelle proprie regioni ma poi appoggiare il nucleare a livello nazionale – come hanno fatto Polverini, Zaia e Formigoni – significa prendere in giro i cittadini e preparare per loro la sorpresa di una centrale nucleare dopo le elezioni.
