Primati in via di estinzione, ma chi ha paura di Darwin?

Una scimmia in una foto tratta dal web
di Adam
La metà delle 630 specie esistenti di Primati, di scimmie e lemuri insomma, è vicinissima all’estinzione a causa dell’inarrestabile voglia di riprodursi e di consumare del genere umano, che sottrae spazi vitali a quegli sventurati. In pratica stiamo sopprimendo i nostri più diretti parenti nella scala dell’evoluzione, ma non lo si può dire in termini così espliciti perché nella nostra epoca così “moderna” il 99,00% dell’umanità rifiuta – a causa dei suoi tabù ideologici e religiosi – le straordinarie scoperte evoluzionistiche di Charles Darwin.
L’allarme è stato lanciato per l’ennesima volta in questi giorni dall’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e, fra le 300 specie considerate in pericolo, sono ben 25 quelle in agonia, prossime a scomparire definitivamente dal pianeta. La lista dei Primati vicinissima all’estinzione comprende tutte specie che vivono nelle zone povere del mondo: 5 nel Madagascar, 6 nell’Africa continentale, 3 nel Centro e Sud America, 11 nell’Asia. Luoghi dove la popolazione non se la passa tanto bene ma dove, in compenso, il numero di esseri umani raddoppia nel giro di una generazione, togliendo così ogni possibilità di sopravvivere alle scimmie e agli altri Primati.
Anche in Italia la notizia dell’IUCN è stata diffusa ma, a causa della rovinosa involuzione culturale in atto nel nostro Paese (dove si voleva eliminare Darwin dai programmi scolastici), perfino un giornale non bigotto come “La Repubblica” mostra un certo timore reverenziale e definisce i Primati semplicemente “gli esseri viventi più vicini all’uomo” senza accennare minimamente al loro ruolo nella scala dell’evoluzione. In un altro passo dell’articolo, il giornalista di “Repubblica” si riferisce genericamente ai nostri “cugini” (tra virgolette nel testo del quotidiano) guardandosi bene dell’addentrarsi in altre spiegazioni. In un altro passo dell’articolo di “Repubblica” si cita una frase di uno dei responsabili scientifici dell’IUCN, Russel Mittermeier, secondo il quale bisogna “attirare l’attenzione della gente sul problema e far sì che i Governi si sentano stimolati a fare qualcosa per far sopravvivere queste specie così importanti per la biodiversità del nostro pianeta”. Capito? Sono importanti solo per la biodiversità e non perché la loro esistenza dimostra alcuni passaggi fondamentali delle teorie evoluzionistiche!
Ora, è molto probabile che il dottor Mittermeier abbia omesso deliberatamente di parlarne per timore di ferire le credenze religiose di quella “gente” e di quei “Governi” che si vogliono attivare. In ogni caso, come ripete spesso il professor Giovanni Sartori, “mala tempora currunt”!

anche io concordo pienamente cn cio che è stato affermato…. e sarei pronta a mettermi in gioco per salvare l’ambiente….
Mi dispiace ma devo contraddire l’ultima frase ed andare oltre.
I Primati non devono certo essere salvaguardati perché tassello importante di una teoria dell’uomo. I primati, come ogni essere vivente, hanno diritto alla vita che siano o meno fondamendali per l’uomo.
Valentina, hai perfettamente ragione. Infatti i motivi per cui salvaguardare ogni forma di vita sono numerosi. Però non bisogna ignorare, volutamente, gli aspetti legati alle scoperte di Darwin, come fanno invece tanti che si proclamano “uomini di scienza”.