A Sutri tra il verde, i monumenti e… …il ristorante di Andy Luotto

Sutri arroccata sul tufo. Foto Politicambiente

Sutri arroccata sul tufo. Foto Politicambiente

di Giustina

A poco più di mezz’ora da Roma, in provincia di Viterbo, c’è un borgo di antichissime origini: Sutri, arroccato su uno sperone di tufo che domina l’antica via Cassia, è l’ideale per una giornata di tutto relax. Ed è per questo che, tra i tanti borghi d’Italia da visitare, Politicambiente lo segnala.

L’origine pelasgica di Sutri è leggendaria. Quel che è certo invece è che fu un centro etrusco e poi romano. Il suo nome deriva infatti da quello di Saturnio, in etrusco Sutrinas o Suthrina. Ed infatti lo stemma di Sutri è Saturno a cavallo con un fascio di spighe.

Da vedere. A testimoniare le origini antiche del paese restano ancora numerosi monumenti: un anfiteatro (etrusco secondo alcuni studiosi, romano a detta di altri) completamente scavato nel tufo, una necropoli etrusca con decine di tombe anch’esse nel tufo, mura etrusche inglobate in quelle medioevali, un mitreo (luogo di culto dei seguaci del Mitraismo) poi trasformato in una chiesa dedicata alla Madonna del Parto, il Duomo di origine romanica poi ”ritoccato” nel Settecento e Ottocento.

Nel verde. Sutri, che conta circa seimila abitanti, ha anche un’area naturale protetta dalla Regione Lazio. Con i suoi sette ettari, vicino ai resti etrusco-romani, è il parco più piccolo del Lazio. Sutri è un borgo con una buona qualità della vita, immerso nel verde e quindi ideale anche per camminate ed escursioni, a piedi o a cavallo. L’ospitalità dei sutrini dicono che provenga dal fatto che il borgo sorgeva sull’antica via Francigena che portava da Roma a Canterbury, perciò luogo abituato al passaggio di pellegrini.

Mangiare e bere. Una giornata particolare in questa zona deve passare anche per la buona tavola e a Sutri ci sono tanti ristoranti e trattorie dove poter mangiare bene. Qui, ad esempio, l’attore (ma forse ora preferisce il ruolo di chef!) Andy Luotto ha aperto da tre anni un ristorante, “Il D’Angeli”, gestito con cura di ogni particolare da tre sorelle (una è la moglie di Andy). I piatti, con ingredienti semplici e genuini, sono curati e rielaborati nel dettaglio. L’atmosfera è calda e familiare, il locale è accogliente, con travi in legno e pietre a vista. Ampia la carta dei vini (un’altra delle tre sorelle e’ sommelier ed è lei a consigliare gli abbinamenti giusti con le pietanze). Il costo è proporzionato al servizio e alla cura degli alimenti ma non è eccessivo.
http://www.ildangeli.it/

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