Il colosso petrolifero Exxon finanzia chi nega i cambiamenti climatici

Un palloncino con scritto CO2, anidride carbonica. Foto dal web

Un palloncino con scritto CO2, anidride carbonica. Foto dal web

Il colosso petrolifero ExxonMobil finanzia centri studi e associazioni che mettono in dubbio che i cambiamenti climatici siano causati dall’uomo. Lo scrive l’Independent on Sunday cita esperti per i quali questi fondi servono a finanziare una “campagna coordinata” per minare la credibilità degli studi scientifici sull’inquinamento umano come causa del riscaldamento globale.

E’ in atto una vera e propria battaglia e colossi petroliferi grandi inquinatori, ad esempio, hanno tutto l’interesse a vincerla. Da quando è esplosa la vicenda delle email di scienziati della University of East Anglia, nelle quali sembra emergere l’idea di un allarme volutamente esagerato sui mutamenti climatici, gli attacchi sono cresciuti in virulenza.

La Atlas Economic Research Foundation negli Usa e l’International Policy Network in Gran Bretagna hanno ricevuto centinaia di migliaia di sterline dalla ExxonMobil, scrive il domenicale, con le quali sono stati organizzati seminari e convegni dei negazionisti del climate change. Secondo il giornale, documenti della ExxonMobil indicano che la Atlas ha avuto dal gigante del petrolio 100.000 dollari nel 2008.

Il Sunday Times riferisce che Phil Jones, lo scienziato della University of East Anglia al centro della vicenda delle mail diffuse per errore, ha pensato diverse volte di togliersi la vita dopo la campagna rabbiosa scatenata dai media che dubitano l’esistenza stessa dei cambiamenti del clima. Jones si è autosospeso dalla carica di direttore del centro studi sul clima, in attesa che si concluda un’inchiesta interna all’ateneo. Da quando è scoppiato il caso il professore è dimagrito più di 7 chili.

Gli attacchi non hanno risparmiato neanche la commissione Onu sui cambiamenti climatici (Ipcc). La campagna denigratoria sembra avere successo: un sondaggio fatto in Gran Bretagna mostra che il 25% degli intervistati ora dubiti che esista il cambiamento climatico (settimane fa era solo il 15%).

Bob Ward, direttore del Grantham Research Institute on Climate Change alla London School of Economics, spiega: “Molte argomentazioni scettiche vengono fatte da persone  di destra che dicono no a ogni regolamentazione ambientale del mercato. Ma non riuscirebbero a diffondere certi messaggi se non avessero i soldi delle compagnie petrolifere”.

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