Insidie, pericoli, conflitti negli squilibri demografici

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di Adam
“Non ci sarà più la bomba demografica” ha titolato di recente qualche giornale perché – secondo uno studio pubblicato dall’autorevole rivista scientifica “Nature” – non dovremmo più crescere fino ai previsti 12 miliardi di esseri umani entro la fine di questo secolo ma raggiungere “solo” i 10 miliardi. Pericolo scampato, dunque, secondo tale rappresentazione mediatica superficiale, falsa e consolatoria.
In realtà i problemi originati dalla sovrappopolazione mondiale rimangono inalterati sia nell’attuale nostro vivere quotidiano sia nelle previsioni. Già oggi, infatti, si toccano con mano le gravi questioni poste da crescenti spinte migratorie, dallo scarseggiare di materie prime, dal collasso di risorse ambientali, dal progressivo deterioramento climatico. E sempre più i problemi ingigantiranno, di fronte all’inesorabile espansione demografica: nel 2050, infatti, la popolazione mondiale raggiungerà e supererà i 9 miliardi di individui, anche secondo le stime più prudenti e minimaliste.
Preoccupano, fra l’altro, gli squilibri etnici, politici ed economici progressivamente accentuati dall’esplosione demografica, che avviene – si badi bene – solo nei Paesi poveri e in via di sviluppo. Entro il 2050, in base alle stime prudenziali dell’ONU, la popolazione del terzo e quarto mondo passerà dai 5,6 miliardi attuali a ben 7,9 miliardi, mentre quella dei Paesi industrializzati rimarrà ferma su 1,28 miliardi di persone (compresi, va sottolineato, 130 milioni di immigrati). Ciò significa, ad esempio, che il totale degli abitanti dell’Europa dimezzerà il suo peso specifico rispetto alla popolazione mondiale, passando dall’attuale 12% a un misero 6% (compresi sempre gli immigrati).
Né vale il discorso che la vitalità demografica dei popoli extraeuropei potrà limitare il tasso di invecchiamento della popolazione. Gli studi dell’Onu, infatti, stimano che entro la fine di questo secolo gli individui con oltre 60 anni di età passeranno, in tutto il pianeta, dal 10% attuale al 34% rispetto al complesso della popolazione. In cifre assolute si passerà dai 700 milioni attuali di ultrasessantenni ad oltre 3 miliardi. Il che vuol dire che non solo i Paesi ricchi ma tutti – comprese la Cina e l’India – si troveranno di fronte a problemi insormontabili, per l’invecchiamento della popolazione.
Si può immaginare – con buona pace di chi, poco responsabilmente, guarda addirittura con favore alla crescita globale della popolazione – quali tensioni e conflitti verranno determinati da questi squilibri demografici. Già oggi, in base alle stime dell’International Organization for Migration, i soli “profughi ambientali” (che si spostano per esaurimento di risorse naturali, per siccità o per diversi eventi climatici) assommano in tutto il mondo a circa 50 milioni e si prevede che entro il 2050 saranno più di 200 milioni.
Oppure si guardi al caso del continente africano, che negli ultimi 50 anni è passato da poco più di 200 milioni di abitanti ad oltre 1 miliardo. Ebbene, l’ONU prevede che la popolazione dell’Africa entro il 2050 raggiungerà i 2 miliardi di abitanti, passando dall’attuale 13% ad oltre il 22% della popolazione mondiale. Un’autentica follia, visto che il territorio africano viene sistematicamente “consumato” e distrutto dalle multinazionali che vi speculano ma anche dalle popolazioni locali, come ha dimostrato la stessa ONU con ricerche sul campo e immagini satellitari: ghiacciai che scompaiono in Uganda; foreste pluviali, come quelle del Congo, letteralmente fagocitate da nuove strade e altre infrastrutture; biodiversità a fortissimo rischio in almeno trenta Paesi africani; città come Dakar che in pochi decenni hanno assunto dimensioni da megalopoli; zone estesissime soggette a progressiva siccità e desertificazione; carenza di risorse ambientali come l’acqua o la legna, a causa dell’eccessiva popolazione.
Un ultimo dato significativo, se dal 1950 al 2050 la popolazione italiana fosse cresciuta e crescesse al ritmo di quella africana, oggi nella nostra Penisola abiterebbero (si fa per dire!) 250 milioni di persone e nel 2050 gli italiani dovrebbero ammontare a circa 500 milioni. E c’è ancora chi sostiene che la crescita “libera” della popolazione non è un problema, anzi…è una benedizione!
