Biodiversità, a Madrid paesi Ue a confronto

Foto dal web, Roberto Buttura
Una Conferenza a Madrid ha aperto in Europa l’Anno della Biodiversità all’insegna, purtroppo, di un obiettivo ancora non raggiunto: il termine del 2010 che si era posta anche l’UE a tutela della natura non è stato sufficiente ad arrestare la perdita di diversità biologica.
Il ritmo di questa perdita sul pianeta si è accelerato di almeno 100 volte rispetto ai ritmi naturali e, negli ultimi 50 anni, ha raggiunto livelli senza precedenti. Già nel l’ultimo Living Planet Report, il WWF denunciava che negli ultimi 30 anni è stato perso almeno il 30% di tutte le specie del Pianeta (51% specie tropicali, 33% terrestri, 35% delle acque dolci e 14% di quelle marine). “Il primo obiettivo è quello di definire un nuovo target concreto di riduzione di biodiversità, a cui seguano impegni finanziati, altrimenti tra 10 anni ci ritroveremo in una situazione ancora peggiore”, ha dichiarato Isabella Pratesi, responsabile Programma di conservazione del WWF Italia.
“Senza target ambiziosi la perdita della biodiversità costerà all’Europa 1.100 miliardi di euro entro il 2050. Il budget a disposizione dell’UE per la tutela della biodiversità è di 120 milioni l’anno, meno dello 0,1% di quello totale europeo”. “Eppure – aggiunge dice Isabella Pratesi – anche volendo vedere il problema da una prospettiva egocentrica, il ruolo della biodiversità è essenziale per tutte le principali attività umane (cibo, acqua, difesa del suolo) e per le sfide che il Pianeta dovrà affrontare, come l’adattamento ai cambiamenti climatici”.
L’evento più importante dell’anno sarà la 10ma Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica che si terrà a ottobre a Nagoya (Giappone). Le richieste del WWF alla Presidenza spagnola, che quest’anno guiderà l’Unione Europea nei passi verso una politica europea sulla biodiversità, sono:
- un target ambizioso sulla biodiversità, misurabile e sub-target nelle diverse politiche di gestione delle risorse (pesca, foreste e acque dolci), con indicatori chiari che consentano di monitorare e assicurare il raggiungimento degli obiettivi;
- maggiori investimenti diretti per la conservazione della biodiversità;
- un’integrazione appropriata tra le politiche delle principali aree (es. energia e clima).
Per ottenere questi risultati è necessaria un’azione congiunta in tutti i paesi: in Italia l’Anno della Biodiversità vede il WWF impegnato in una Campagna che in questi giorni si è inaugurata con incontri con le più alte cariche dello Stato, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Presidente della Camera Gianfranco Fini e al rappresentante del Coordinamento delle Regioni Silvio Greco.
L’obiettivo è quello di un confronto per impostare una strategia nazionale e definire una legge quadro, in modo da rispettare gli impegni presi dal nostro Paese nel 1994 con la sottoscrizione della Convenzione sulla Biodiversità.
