L’Aquila, un villaggio ‘eco’ oltre l’autocostruzione

Una casa del progetto EVA in costruzione a Pescomaggiore. Foto Politicambiente
Amore per la propria terra, rispetto per l’ambiente, ricostruzione dal basso. A Pescomaggiore, frazione terremotata dell’Aquila ad una decina di chilometri dal capoluogo, il post-terremoto è tutt’altra cosa rispetto alle new town di periferia, dal forte impatto ambientale e dalla grande disgregazione sociale.
Qui un gruppo di cittadini dal 6 aprile si è dato da fare, progettando e realizzando con le proprie mani il futuro: le case che vengono autocostruite da abitanti e da volontari provenienti da tutta Europa, ecologiche davvero e inserite in armonia nel paesaggio ai piedi del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, sono solo il punto di partenza di un progetto ambizioso, forse uno dei pochi esempi illuminati all’indomani della devastante tragedia.

Cantiere EVA a Pescomaggiore. Foto Politicambiente
IL PROGETTO: L’idea di EVA (Eco Villaggio Autocostruito) è venuta pochi giorni dopo il sisma al Comitato per la Rinascita di Pescomaggiore, nato anni fa con lo scopo di recuperare il borgo e disincentivare – avviando progetti nel campo dell’agricoltura, del turismo, dell’arte – l’ulteriore spopolamento di un paesino che prima del terremoto era di 45 anime. La distruzione portata dal terremoto avrebbe significato la morte di questa frazione ed invece i cittadini non hanno avuto esitazioni: nessuna “deportazione”, nessun abbandono del borgo ma tanta voglia di far tornare a vivere il proprio paese, la sua storia, le sue tradizioni. E grazie a due architetti, Paolo Robazza e Fabrizio Savini di Beyond Architecture Group studiomobile e con l’assistenza tecnica di Caleb Murray Burdeau, esperto in bioarchitettura, Pescomaggiore sta realizzando senza aiuti istituzionali, su terreni concessi da compaesani, sette case per 22 persone. Le tipologie sono due: un bilocale di 40 metri quadrati e un trilocale di 56 mq.

Paglia e legno. Poi si procede ad intonacare. Foto Politicambiente
COSTI, TECNICHE, MATERIALI: L’abbattimento dei costi (500 euro al mq, un quinto degli appartamenti del progetto C.A.S.E., ossia delle new town) è possibile grazie all’autocostruzione e ai materiali utilizzati, tutti provenienti da una filiera corta, raccontano l’avvocato Dario D’Alessandro e Isabella Tomassi del Comitato. La struttura portante delle case è in legno e le tamponature sono in balle di paglia. Con i materiali e le tecniche utilizzate una sola stufa è sufficiente per il riscaldamento mentre l’energia elettrica viene fornita da pannelli fotovoltaici. Il villaggio verrà dotato di impianto di fitodepurazione delle acque nere e di compostiere per i rifiuti organici, così da trasformarli in concime per i terreni che circondano le case insieme a mandorli, noci e tartufaie.

Il cantiere del villaggio EVA. Foto Politicambiente
UN DISEGNO ILLUMINATO: Il villaggio è infatti solo il punto di partenza di un progetto di ampia portata, all’insegna della sostenibilità ambientale e del turismo sostenibile, del recupero del borgo, delle terre e delle coltivazioni in via di estinzione. Infatti per la vera e propria Rinascita di Pescomaggiore non basta la costruzione e la ricostruzione di case ma sono fondamentali opportunità di impiego per chi vi deve abitare. Tra le attività già avviate in parte vi sono l’allevamento, la coltivazione dello zafferano e di specie autoctone e in via di estinzione come la solina (un cereale), la patata turchesa, la pastinaca, varietà di legumi. Nel progetto c’è anche un laboratorio per i formaggi, la riattivazione del forno comunale, la creazione di un sistema di vendita diretta e di mutuo aiuto e scambio tra produttori, come accadeva nelle comunità di contadini e di pastori di una volta. L’obiettivo infatti è anche di riportare in paese gli anziani, detentori di un sapere che si può solo tramandare.
Riteniamo che questo sia davvero un esempio di futuro sostenibile da portare in altre località, e auspichiamo che anche altri borghi, terremotati e non, possano apprendere da questa realtà.
COME CONTRIBUIRE: Il progetto può andare avanti, oltre che con l’autofinanziamento, grazie

Una casa intonacata, in attesa di rifinitura bianca finale. Foto Politicambiente
alle donazioni in denaro. Servono anche materiali per la costruzione (l’elenco si può trovare sul sito www.eva.pescomaggiore.org ma è bene contattare il Comitato). Oppure si può andare a Pescomaggiore come volontari in cantiere o in cucina per preparare i pasti a chi il giorno è impegnato nella costruzione. Pescomaggiore non dimenticherà gli aiuti, renderà partecipi i donatori e sarà luogo ospitale.
Per contatti:
Avv. Dario D’Alessandro 328 9436136 (Com.Rinascita Pescomaggiore).
PER IL SOSTEGNO ECONOMICO al progetto EVA ecco le coordinate bancarie
Codice IBAN: IT 87 S 057481 54041 00000008397
BIC: IBSPIT3P
COMITATO PER LA RINASCITA DI PESCOMAGGIORE – CAUSALE: ECOVILLAGGIO
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