Meno carne. E ringraziano gli animali, il clima…e la nostra salute

La campagna LAV

La campagna LAV

Diventare almeno un po’ più vegetariani farebbe bene a tutti. Anche Paul McCartney ne è convinto e ne sta facendo una ‘battaglia’ di sensibilizzazione: la riduzione del consumo di carne comporta “una diminuzione dell’inquinamento, migliori condizioni per la nostra salute, un trattamento più etico degli animali, contribuisce alla lotta contro la fame nel mondo e indirizza la comunità globale e l’attivismo politico”.

E così l’ex Beatle ha lanciato il “Meat Free Monday” (il lunedì senza carne), insieme alle figlie Stella e Mary e in onore della ex moglie Linda deceduta nel 1998, attivista per i diritti degli animali.

“Se un giorno alla settimana lo dedichiamo a non mangiare carne, non solo è un significativo cambiamento che ognuno può fare, ma va in una volta sola al cuore delle più importanti questioni politiche, ambientali ed etiche”, ha detto.

In Italia sabato 5, domenica 6 e martedì 8 dicembre in centinaia di piazze italiane la Lega Antivivisezione divulgherà la campagna “Cambiamenu” dedicata alla scelta alimentare vegetariana, invitando a firmare una petizione, rivolta ai sindaci e ai presidenti di province e giunte regionali, per ottenere l’opzione vegetariana nelle mense. Sono quasi 8 milioni gli italiani che quotidianamente pranzano in una mensa e in molti incontrano difficoltà, non riuscendo a trovare pasti completi e bilanciati senza ingredienti di origine animale.

I dati che emergono sull’impatto degli allevamenti intensivi sul riscaldamento globale, presentati nel dossier LAV “Cambiamento climatico e allevamenti intensivi”, indicano chiaramente che il modo più rapido ed efficace di fermare l’aumento della temperatura globale è ridurre il numero di animali allevati e di conseguenza il consumo di prodotti animali. Un tema di grande attualità, in vista della Conferenza internazionale sul clima che si terrà a Copenaghen dal 7 al 19 dicembre.

Alcuni Comuni già garantiscono la scelta vegetariana nelle mense scolastiche: ad esempio Roma, Milano, Parabiago (Milano), Firenze, Venezia, Torino, Sangano (Torino), Ferrara, Pavia, Belgioioso (Pavia), Treviso, Napoli, Noicattaro (Bari). Ma sono innumerevoli le mense di lavoro, pubbliche e private, dove non viene offerta la possibilità di scegliere piatti vegetariani o questa è limitata ad una insalata o a verdure grigliate. Ad esempio sono poche le mense dove si possono mangiare legumi, tofu (dalla soia) o seitan (dal grano).  In un contesto sempre più multietnico, inoltre, garantire l’opzione vegetariana accontenterebbe i praticanti di altre confessioni religiose che hanno restrizioni con la carne.

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