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		<title>Sul &#8220;Wall Street Journal&#8221; Giulio Meotti sostiene che l&#8217;Italia invecchia e muore</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 11:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adam</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9371" class="wp-caption alignright" style="width: 269px"><a href="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/anziani.jpg"><img class="size-full wp-image-9371" title="foto dal web" src="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/anziani.jpg" alt="foro dal web" width="259" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">foro dal web</p></div>
<p>“Se la demografia rappresenta il destino di un Paese, l’Italia sta letteralmente morendo”. E’ lapidario, o meglio cimiteriale, il giornalista de “Il Foglio” Giulio Meotti nel suo recente scritto ospitato &#8211; a nostro parere incautamente – dal “Wall Street Journal”. E appaiono decisamente scolpite nella carta le sue parole: il rischio più grande che il Bel Paese deve fronteggiare è quello della “autoimmolazione” demografica. E sì, perché “dal 1994 il numero delle nascite è sistematicamente superato da quello dei decessi e la fertilità rasenta livelli minimi: se negli anni Sessanta ogni coppia aveva in media 2 bambini, oggi i dati rivelano che le donne partoriscono raramente più di un figlio a testa”.    </p>
<p>    E poi, in un crescendo di funebri previsioni, il giornalista cita le  stime dell’istituto di ricerca tedesco Max Planck secondo cui la strada demografica intrapresa dall’Italia condurrà entro la fine di questo secolo ad un drastico calo della popolazione, ridotta ad una decina di milioni di persone, più o meno. Ma noi di Politicambiente, tanto per rimanere nel funereo, ribattiamo che ci sono fior di scienziati i quali prevedono che il genere umano &#8211; a furia di moltiplicarsi e di consumare senza  controllo le risorse naturali -potrebbe addirittura estinguersi entro questo secolo. Allora perché dannarsi tanto l’anima se gli italiani fanno pochi figli?</p>
<p>    Ma, al di fuori dello scherzo, va qui ribadito che il problema demografico di fondo non è quello del numero delle nascite, come ritiene ingenuamente Giulio Meotti, ma quello dell’allungamento della vita media. Per cui, anche le nazioni più prolifiche sono destinate, nel giro di pochissimo tempo, ad avere una popolazione in cui i vecchi prevarranno nettamente sui giovani. Con l’aggravante che, se non si controllano le nascite, si avrà una popolazione invecchiata e troppo numerosa rispetto al territorio. Il che è molto peggio di una popolazione invecchiata ma  adeguata numericamente rispetto alle risorse disponibili. E questo lo ha capito benissimo la Cina, che non a caso sta avendo un travolgente sviluppo economico. Al contrario, ad esempio, dell’India che non è riuscita finora ad ottenere un adeguato controllo demografico della sua popolazione e per questo rischia di perdere il treno dello sviluppo, e continua a dibattersi negli annosi problemi della fame, dell’ignoranza e della povertà.</p>
<p>        Viene da chiedersi, a questo punto, perché il noto  giornalista e scrittore Meotti continui a sostenere tesi tanto anacronistiche, e perché un quotidiano importante come il “Wall  Street Journal” gli dia spazio. C’è una sola spiegazione: alla base vi sono ragioni di tipo politico-ideologico, basate sulla paura degli “altri”, degli “stranieri” i quali continuano a fare molti figli. Come i popoli islamici, ad esempio. Per cui, secondo queste tesi ideologizzate e basate sulla paura, per contrastarli non rimarrebbe anche agli occidentali di fare numerosissimi figli, altrimenti si rimarrebbe rimanere sommersi.</p>
<p>    Ma per il bene nostro, e del mondo intero, noi pensiamo invece che sia giunto il momento di fermare, per tutti i popoli del mondo, questa crescita incontrollata di popolazione che sta letteralmente consumando il nostro pianeta.</p>
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		<title>NEWS ITALIA &#8211; Violenti nubifragi hanno colpito Genova e il Veneto</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adam</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Violenti nubifragi hanno colpito nella scorsa nottata Genova e stanno flagellando da questa mattina molte zone del Veneto, con allagamenti e difficoltà di traffico in vari punti di strade cittadine e autostrade.  Finora non si segnalano vittime né feriti o incidenti gravi, però in alcuni sottopassaggi genovesi sono dovuti intervenire i sommozzatori dei Vigili del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9357" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/nubifragio-a-genova.jpg"><img class="size-medium wp-image-9357" title="Un sottopassaggio automobilistico allagato a Genova (foto da ansa.it)" src="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/nubifragio-a-genova-300x199.jpg" alt="Un sottopassaggio automobilistico allagato a Genova (foto da ansa.it)" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Un sottopassaggio automobilistico allagato a Genova (foto da ansa.it)</p></div>
<p>Violenti nubifragi hanno colpito nella scorsa nottata Genova e stanno flagellando da questa mattina molte zone del Veneto, con allagamenti e difficoltà di traffico in vari punti di strade cittadine e autostrade.  Finora non si segnalano vittime né feriti o incidenti gravi, però in alcuni sottopassaggi genovesi sono dovuti intervenire i sommozzatori dei Vigili del Fuoco per aiutare gli automobiliti intrappolati dall&#8217;acqua nelle loro vetture.</p>
<p>     Nel capoluogo ligure vi sono state centinaia le chiamate di soccorso, soprattutto da parte di automobilisti rimasti bloccati nei sottopassi allagati. I Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire anche in una casa di riposo per aiutare gli anziani a salire ai piani superiori, poiche&#8217; il piano terra si era riempito di acqua. Per tutta la notte ha continuato a diluviare, mentre i fulmini cadono incessantemente. Una decina di automobili sono rimaste bloccate in tre sottopassaggi allagati a Pegli, nel ponente cittadino.  Qui sono dovuti intervenire i sommozzatori dei vigili del fuoco.</p>
<p>     Nunerosissimi i black out elettrici nel capoluogo ligure, che hanno messo a dura prova le squadre dell&#8217;Enel. Tutte le pattuglie della polizia stradale sono impegnate sul nodo autostradale per soccorrere automobilisti rimasti in panne, soprattutto tra i caselli di Pegli e Genova Ovest. Il nubifragio si e&#8217; spostato gradualmente verso Levante. Negozi e supermercati sono rimasti allagati sia a ponente sia a levante.</p>
<p>     Fortissimi nubifragi stanno colpendo da stamani anche il Veneto, e pure qui si segnalano allagamenti e difficoltà per il traffico automobilistico. Il maltempo interessa tutta la regione, con manifestazioni di particolare intensità nelle province di Venezia e di Padova. La pioggia sta provocando blocchi e forti rallentamenti del traffico in vari punti della rete autostradale, in particolare sul tratto Padova-Mestre della A4 e sul tratto Padova-Monselice della A13, dove sono segnalati allagamenti. Al momento però non sono stati segnalati incidenti gravi.</p>
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		<title>NEWS ITALIA &#8211;  Premio del CNR a veicolo ibrido costruito a Maranello da studenti dell&#8217;Istituto &#8216;Ferrari&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:00:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9342" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/prototipo-della-scuola-Ferrari.jpg"><img class="size-medium wp-image-9342" title="&quot;Fuel Buster&quot; il proptotipo costruito dagli studenti dell'Istituto &quot;A Ferrari&quot; di Maranello (foto da ansa.it)" src="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/prototipo-della-scuola-Ferrari-300x200.jpg" alt="&quot;Fuel Buster&quot; il prototipo costruito dagli studdenti dell'Istituto &quot;A Ferrari&quot; di Maranello (foto da ansa.it)" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Fuel Buster&quot; il prototipo costruito dagli studdenti dell&#39;Istituto &quot;A Ferrari&quot; di Maranello (foto da ansa.it)</p></div>
<p>E’ un prototipo di veicolo ibrido a energia rinnovabile, è stato premiato dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), è stato realizzato a Maranello, ha a che fare con il cognome Ferrari. Però non è stato realizzato dalla celeberrima casa automobilistica, bensì dagli studenti dell’Istituto Professionale “A.Ferrari” di Maranello, appunto. L’unico elemento di contatto col la vera Ferrari è che i ragazzi hanno potuto provare il loro prototipo sulla pista di Fiorano (e forse lì hanno avuto qualche consiglio dai tecnici della casa automobilistica).      </p>
<p>     Il veicolo è stato denominato “Fuel Buster”: è lungo poco più di tre metri, alto 90 centimetri e pesa 96 chili. E’ alimentato da un pannello fotovoltaico  e da una cella di combustibile a idrogeno. Ed è risultato primo, fra vari progetti, nel concorso per giovani inventori “INVfactor anche tu genio”, promosso dal CNR assieme al ministero della gioventù e alla rappresentanza italiana della Commissione Europea.  </p>
<p>     Il secondo premio è andato ad un&#8217;invenzione nata da un incontro, quello tra i ragazzi dell&#8217;Istituto tecnico industriale “Galileo Galilei” di Bolzano e Klaus Marsoner.  Questi è un giovane di 30 anni colpito da un grave handicap motorio inseguito ad un incidente stradale, e gli studenti, per lui hanno realizzato &#8216;Softline&#8217;, un poggiatesta regolabile, con cuscinetti gonfiabili, collegabile a qualsiasi tipo di sedile.</p>
<p>      Al terzo posto si è classificata un&#8217;invenzione che strizza l&#8217;occhio al risparmio energetico nel campo della mobilità. E&#8217; SYV (Solar Hybrid Vehicle), una bicicletta con pannello solare e pedalata assistita, con motore brishless e batterie agli ioni di litio. SYV può fare fino a 40 km (alla media di 25km/h) senza consumare altro che energia solare. E nei giorni di pioggia si usa il motore. Costo con la pioggia: 11 centesimi di euro.</p>
<p>     La giuria ha assegnato anche il premio “Creativita&#8217;femminile” che è andato ad un gruppo di studentesse del Liceo Scientifico “Salutati” di Montecatini Terme. Hanno inventato una scarpa per fare sport dotata di solenoide che converte l&#8217;energia meccanica prodotta dalla camminata (o dalla corsa) in energia elettrica.</p>
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		<title>Petrolio, anche secondo i tedeschi siamo al &#8216;picco&#8217; produttivo: le previsioni sono catastrofiche</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adam</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9320" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/greenpeace-assalto-piattaforma-stena-don.jpg"><img class="size-medium wp-image-9320 " title="La piattaforma petrolifera Stena Don al largo della Groenlandia (foto dal web)" src="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/greenpeace-assalto-piattaforma-stena-don-300x211.jpg" alt="La piattaforma petrolifera Stena Dong al largo della Groenlandia (foto dal web)" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">La piattaforma petrolifera Stena Don al largo della Groenlandia (foto dal web)</p></div>
<p>Si fanno sempre più frequenti gli studi e le previsioni su una crisi  petrolifera che sarebbe appena all’inizio, con il “picco” produttivo già raggiunto, e che in un progressivo decremento quantitativo darebbe i suoi frutti avvelenati nel giro di una generazione (vedi il nostro post “Riserve di greggio gonfiate di un terzo, petrolio agli sgoccioli” del 24/03/2010).  In questi giorni, dopo l’allarme lanciato nel marzo scorso da Sir David King, della Oxford University, è la volta di un centro di ricerca collegato all’esercito tedesco, che conferma: la produzione di oro nero, contrariamente alle previsioni, avrebbe raggiunto già il massimo livello e sarebbe destinata quindi a calare progressivamente. Con conseguenze pesantissime sull’economia e sul livello di vita dei ricchi e dei poveri del mondo. </p>
<p>      Con il susseguirsi a catena di disastri economici e di tragedie sociali, che si verificherebbero nel giro di una generazione, la prossima. Sarebbero queste le conseguenze della inevitabile riduzione delle scorte mondiali di petrolio, prefigurate in un <a href="http://peak-oil.com/download/Peak%20Oil.%20Sicherheitspolitische%20Implikationen%20knapper%20Ressourcen%2011082010.pdf" target="_blank"><strong>rapporto segreto del “Future Analysis department del Bundeswehr Transformation Center</strong></a><strong>”,</strong> un centro di analisi vicino alle forze armate di Berlino. La relazione è stata resa pubblica in questi giorni dal settimanale <em>Der Spiegel</em>. Il ministero della difesa tedesco non ha voluto commentare ma fonti del dicastero avrebbero confermato l’autenticità del documento.     </p>
<p>       Alla base della ricerca, la nota ipotesi del “picco” di Hubbert, ossia momento in cui la produzione di oro nero dovesse raggiungere il suo livello massimo, cominciando poi a diminuire inesorabilmente fino al definitivo esaurimento delle risorse petrolifere. Ora, a parte l’Opec – l’organizzazione dei Paesi produttori – nessuno finora ha messo in dubbio l’ineluttabilità del fenomeno, e il dibattito sulla collocazione della data fatidica del “picco” ha fornito pareri grosso modo concordi. Ma il fatto nuovo è che, anche secondo gli analisti militari tedeschi, il “picco” sarebbe stato raggiunto proprio quest’anno e le sue conseguenze sarebbero destinate a materializzarsi tra il 2025 e il 2040.   </p>
<p>     La gravità di questa previsione risiede, innanzitutto, nel fatto che il 95% della produzione industriale – come si rileva nel rapporto tedesco &#8211; dipende in un modo o nell’altro dal petrolio, autentico fattore propulsivo della globalizzazione e dello stile di vita delle società avanzate. Tra i primi effetti del calo della sua disponibilità, nota la relazione, vi sarebbe un incremento del potere politico- diplomatico dei Paesi produttori. Un potenziamento che obbligherebbe l’Occidente a modificare le proprie relazioni con la Russia e con il Medio Oriente, orientandosi sempre più verso una necessaria “realpolitik”. A discapito, fra l’altro, della difesa e della promozione dei diritti umani, proprio laddove oggi esse appaiono più necessarie.    </p>
<p>       All’orizzonte, sempre secondo il <strong>Bundeswehr</strong>, non mancherebbero poi una rinnovata variabilità dei prezzi, un aumento dei conflitti, una crescente dipendenza dal nucleare e un’impennata nei costi di trasporto. E a rimetterci di più sarebbero soprattutto i Paesi più poveri, che dipendono largamente dalle importazioni soprattutto nel comparto alimentare. L’elenco degli affamati si allungherebbe, stravolgendo tutti gli obiettivi del millennio, mentre la prevista corsa ai biocarburanti come alternativa al petrolio aggraverebbe la situazione alimentare.</p>
<p>      Con le sua paurose conclusioni finali (distruzione del commercio internazionale, dissesto valutario, collasso finanziario globale) il rapporto tedesco preoccupa concretamente, perché non rappresenta un’opinione isolata. Dopo il già citato studio della Oxford University, anche il quotidiano  britannico “The Guardian” ha reso nota, qualche settimana fa, l’esistenza di documenti riservati del Department of Energy and Climate Change (<strong>DECC</strong>). Con studi fatti su richiesta del governo di Londra. L’apertura di un dibattito circa il futuro del petrolio – che, secondo il quotidiano inglese, coinvolge anche la Banca d’Inghilterra e il Ministero della Difesa &#8211; dimostrerebbe l’esistenza di una crescente preoccupazione da parte dell’esecutivo di Sua Maestà e dello stesso apparato industriale nazionale.</p>
<p>     Ed è proprio di questi giorni la notizia  che alcuni attivisti di Greenpeace hanno fatto un&#8217;azione di blocco contro una piattaforma offshore al largo della Groenlandia. Infatti, dopo aver passato la notte nelle tende sfidando il freddo e il gelo quattro attivisti, eludendo l&#8217;imponente schieramento militare della marina danese, hanno scalato la piattaforma petrolifera  Stena Don, al largo della <strong>Groenlandia</strong> e riusciti a bloccare le operazioni di perforazione. <strong><em>“<cite>Le grandi compagnie petrolifere devono restare fuori dall’Artico. Piattaforme come questa , impegnate in esplorazioni petrolifere</cite><cite>” ha detto</cite> Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare  di Greenpeace “<cite>potrebbero far scattare la scintilla della corsa al petrolio nell’Artico, mettendo a rischio questo fragile ecosistema e il clima globale. Il disastro del Golfo del Messico ci ha dimostrato che </cite>è tempo di liberarci della schiavitù del petrolio”</em>.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>NEWS MONDO &#8211; Commuove tutti la foto del bimbo pakistano coperto di mosche, ma bisogna sapere che&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 05:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adam</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La stampa internazionale è concorde: ha commosso il mondo la foto di Reza Khan, 2 anni, il bimbo pakistano ripreso mentre succhia un biberon desolatamente vuoto ed è letteralmente coperto dalle mosche, così come i suoi coetanei sdraiati accanto a lui. Immagine patetica e tragica di povertà, nonché conseguenza delle spaventose alluvioni che hanno colpito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9299" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/Foto-di-Mohammad-Sajja-dellagenzia-Ap-dal-web.jpg"><img class="size-medium wp-image-9299" title="Foto di Mohammad Sajja, dell'agenzia Ap (dal web)" src="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/Foto-di-Mohammad-Sajja-dellagenzia-Ap-dal-web-300x207.jpg" alt="Foto di Mohammad Sajja, dell'agenzia Ap (dal web)" width="300" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Mohammad Sajja, dell&#39;agenzia Ap (dal web)</p></div>
<p>La stampa internazionale è concorde: ha commosso il mondo la foto di Reza Khan, 2 anni, il bimbo pakistano ripreso mentre succhia un biberon desolatamente vuoto ed è letteralmente coperto dalle mosche, così come i suoi coetanei sdraiati accanto a lui. Immagine patetica e tragica di povertà, nonché conseguenza delle spaventose alluvioni che hanno colpito il Pakistan di recente.</p>
<p>      Anche in questa occasione, però, la stampa internazionale ha concordemente omesso di spiegare che <strong>il Pakistan, nell’ultimo mezzo secolo, ha completamente trasformato, e in molti casi devastato, il proprio delicato territorio legato quasi tutto al grande fiume Indo e ai suoi numerosi affluenti. E ciò a causa della esplosiva crescita demografica che lo ha “gonfiato”, oltre ogni ragionevolezza, da 50 a 185 milioni di abitanti in un paio di generazioni. </strong>E nessun governo pakistano si è  preoccupato di controllare questa pericolosa deriva (al contrario, ad esempio, della Cina) malgrado la religione islamica non sia così fondamentalista come quella cattolica in fatto di prevenzione dei concepimenti.</p>
<p>      Il Paese ha una superficie di circa 800 mila kmq  ma di questi solo 320 mila (poco più della superficie dell’Italia) sono utilizzabili dall’uomo perché il resto è composto da montagne, foreste e zone pianeggianti inospitali. Ebbene, il Pakistan aveva mezzo secolo fa lo stesso numero di abitanti dell’Italia, 50 milioni. Oggi ne conta ben 185 milioni, il che vuol dire che nell’arco di due sole generazioni ha aumentato di 3,5 volte la propria popolazione. Una vera follìa, anche se questo non sarebbe, teoricamente, il peggior danno. Il fatto è che per far posto alle coltivazioni necessarie a nutrire tante decine di milioni di persone sono stati completamente distrutti – per migliaia di kmq attorno alla sua spina dorsale territoriale, l’Indo e i suoi affluenti – tutti gli immensi boschi  e le foreste esistenti, l’intero manto  vegetale (e di conseguenza gli animali) di quelle pianure alluvionali. Stravolgendo così delicatissimi equilibri e rendendo il territorio ancor più soggetto a disastri di quanto non lo fosse già per sua natura.</p>
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		<title>NEWS EUROPA &#8211; La UE ha definito i parametri per raggiungere il buono stato ecologico dei mari</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 03:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adam</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ La Commissione UE ha approvato i nuovi criteri e parametri necessari per raggiungere il buono stato ecologico dei mari europei. Con questi criteri, spiegano a Bruxelles, gli Stati membri dovranno e potranno mettere a punto strategie coordinate per la protezione dell&#8217;ambiente marino nelle diverse regioni, per garantire il coordinamento e la coerenza delle azioni con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/inquinamento-mare1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9286" src="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/inquinamento-mare1-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>La Commissione UE ha approvato i nuovi criteri e parametri necessari per raggiungere il buono stato ecologico dei mari europei. Con questi criteri, spiegano a Bruxelles, gli Stati membri dovranno e potranno mettere a punto strategie coordinate per la protezione dell&#8217;ambiente marino nelle diverse regioni, per garantire il coordinamento e la coerenza delle azioni con la successiva comparazione dei progressi ottenuti. La decisione è firmata dal Commissario per l’ambiente Janez Potocnik ed è stata pubblicata dall’ ”Official Journal of the European Union” del 2 settembre scorso. Contiene una serie di complessi riferimenti alla normativa europea già esistente ed elenca minuziosamente gli interventi e gli standard richiesti per i vari fattori, come la biodiversità, la popolazione ittica, l’eutrofizzazioine, le sostanze inquinanti, i rifiuti ed anche il livello di rumore.</p>
<p>      &#8221;Vogliamo che i nostri mari – ha dichiarato Janez Potocnik &#8211; siano produttivi e in buona salute. Questa decisione e&#8217; il primo passo verso la definizione di obiettivi precisi per il raggiungimento del buono stato ecologico. L&#8217;adozione avvenuta durante questo 2010, Anno internazionale della biodiversita&#8217;, è un ulteriore passo in avanti nello sviluppo della strategia Ue a favore della biodiversità nel prossimo futuro&#8221;.</p>
<p>      I nuovi criteri approvati da Bruxelles si basano su pareri scientifici e tecnici forniti da esperti, su obblighi esistenti e sull&#8217;evoluzione della normativa Ue, includendo elementi dell&#8217;ambiente marino non ancora contemplati nelle politiche attuali. L&#8217;obiettivo, spiegano a Bruxelles, è quello di giungere al cosiddetto &#8216;buono stato ecologico&#8217; delle acque marine, cioè a una condizione che le mantenga in buono stato di salute e produttive. Lo sfruttamento dell&#8217; ambiente marino, infatti, deve essere contenuto entro livelli sostenibili, per salvaguardare il potenziale di impiego e le attivita&#8217; esistenti ma anche delle generazioni future. Ciò significa, dicono a Bruxelles, tenere conto di struttura, funzione e processi degli ecosistemi marini, proteggere specie e habitat, evitando il declino della biodiversita&#8217; causato dall&#8217;uomo.</p>
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		<title>NEWS ITALIA &#8211; Aperta &#8220;Zero Emission Rome&#8221; la manifestazione dedicata alle energie rinnovabili</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 01:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adam</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La grande manifestazione, giunta alla sesta edizione, fa di Roma la capitale delle energie rinnovabili e della sostenibilità ambientale, a vantaggio di tutti gli operatori del settore, nei Paesi del Sud Europa e nel Mediterraneo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/zeroemission.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-8926" title="zeroemission" src="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/zeroemission.gif" alt="zeroemission" width="280" height="190" /></a>ZEROEMISSION ROME 2010</strong>, importante evento fieristico dedicato alle energie rinnovabili, è giunta alla sua sesta edizione e farà per alcuni giorni della capitale il centro delle energie alternative e della sostenibilità ambientale. Dal 7 al 10 settembre, nei padiglioni della nuova Fiera di Roma, saranno funzionanti ben sei saloni tematici, dal fotovoltaico al solare termodinamico, dall’eolico al geotermico, dalla bioedilizia alla riduzione di CO2. Saranno tutti punti di riferimento di eccellenza per accedere alle diverse possibilità della domanda e dell’offerta nel vasto e promettente mercato del Sud Europa e del bacino Mediterraneo. Come ogni anno, sono previsti numerosi incontri, workshop e conferenze  che coinvolgeranno alcuni fra i massimi esperti internazionali del settore.</p>
<p>La manifestazione proporrà dunque sei saloni specializzati: <strong>Pv Rome Mediterranean</strong> (Salone internazionale delle tecnologie fotovoltaiche per il Mediterraneo, dall’8 al 10 settembre); <strong>Csp Expo </strong>(Salone internazionale delle tecnologie e dell&#8217;industria degli impianti solari termodinamici, dall’8 al 10 settembre); <strong>CO2 Expo</strong> (Salone internazionale sui cambiamenti climatici, riduzione di CO2 e mercato dei crediti di carbonio, dall’8 al 10 settembre); <strong>Eolica Expo Mediterranean</strong> (per l&#8217;energia eolica, dal 7 al 9 settembre); <strong>Geoenergy Expo</strong> (tecnologie, attrezzature e servizi per l’industria dell’energia pulita ricavata dal sottosuolo e delle pompe di calore); <strong>Eco House</strong> (tecnologie e sistemi per l&#8217;edilizia sostenibile).</p>
<p><strong>ZeroEmission Rome </strong>è considerata la fiera ideale per gli operatori particolarmente interessati all&#8217;area del Sud Europa e, più in generale, del bacino del Mediterraneo. Il programma si compone di 68 sessioni congressuali, con la partecipazione di 403 relatori in rappresentanza del mondo istituzionale, associativo, industriale e accademico. Sono inoltre previsti diversi workshop &#8211; tra i quali quelli di Anev, Ises Italia, Kyoto Club, Nomisma Energia, Vestas, Eco-Way, Ecowork &#8211; e numerose conferenze stampa e tavole rotonde.</p>
<p>Per <strong>EOLICA EXPO MEDITERRANEAN </strong>(giunta quest’anno alla sia ottava edizione) sono oltre 250 le aziende che hanno prenotato uno spazio espositivo. Si tratta dell&#8217;evento internazionale italiano leader del settore dell&#8217;energia eolica. La crescita complessiva della manifestazione è stata calcolata del 30% rispetto al 2009, quando già aveva registrato il raddoppio della superficie espositiva. <strong></strong></p>
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		<title>Difendeva il territorio e l&#8217;ambiente il sindaco di Pollica assassinato</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 16:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adam</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Angelo Vassallo, sindaco di Pollica nel Cilento, era noto per essere un difensore del territorio e dell’ambiente, e quasi certamente (anche secondo un PM) è stato ucciso per essersi opposto a chi questa sua ferma posizione dava fastidio. L’omicidio è avvenuto in un agguato nella notte fra il 5 e il 6 settembre, nella frazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9272" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/angelovassallo.jpg"><img class="size-medium wp-image-9272" title="Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato" src="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/angelovassallo-300x294.jpg" alt="Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato" width="300" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato</p></div>
<p>Angelo Vassallo, sindaco di Pollica nel Cilento, era noto per essere un difensore del territorio e dell’ambiente, e quasi certamente (anche secondo un PM) è stato ucciso per essersi opposto a chi questa sua ferma posizione dava fastidio. L’omicidio è avvenuto in un agguato nella notte fra il 5 e il 6 settembre, nella frazione Acciaroli rinomata localita&#8217; turistica. Il cadavere e&#8217; stato trovato nella sua automobile e, secondo quanto si appreso dagli investigatori, sarebbe stato colpito da sei-sette proiettili.</p>
<p>      E&#8217; stato il fratello del sindaco ucciso a scoprire il delitto, dopo che era stato avvertito a tarda sera dalla cognata circa il mancato ritorno a casa di suo marito Angelo. Perciò aveva cominciato a cercarlo ad Acciaroli, una delle due frazioni del comune di Pollica. Poco dopo le due di notte ha scorto l&#8217;auto del fratello, un&#8217;Audi, sul ciglio di una strada che conduce al depuratore di Acciaroli. I bossoli ritrovati sul selciato sono stati sparati da una pistola calibro 9.</p>
<p>     &#8221;E&#8217; un fatto di sangue gravissimo”. cosi&#8217; il procuratore di Vallo della Lucania, Gianfranco Grippo, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano quali piste si seguissero nelle indagini sull&#8217;omicidio del sindaco di Pollica. &#8221;La camorra nel Cilento si muove – ha aggiunto &#8211; non resta ferma. Verificheremo se Acciaroli puo&#8217; attirare interessi piu&#8217; che altre zone&#8221;, ha precisato Grippo. Intanto, gli investigatori hanno messo sotto sequestro l&#8217;ufficio del sindaco nel Palazzo di Citta&#8217;.</p>
<p>       Angelo Vassallo sposato e padre di due figli, in passato e&#8217; stato anche Consigliere provinciale di Salerno. Nel Cilento era conosciuto come il &#8216;&#8217;sindaco-pescatore&#8221; per la sua attivita&#8217; principale. Vassallo da sempre aveva improntato la sua azione politica a difesa dell&#8217;ambiente. Era iscritto al Partito democratico anche se negli ultimi tempi aveva assunto una posizione abbastanza critica nei confronti della sinistra. </p>
<p>     Proprio il mese scorso, il sindaco assassinato aveva rilasciato una intervista esprimendo apprezzamento per il decisionismo della Lega, lamentando troppa lentezza nella risoluzione dei problemi del Mezzogiorno. Vassallo e&#8217; stato piu&#8217; volte sindaco di Pollica nel cui territorio ricade la spiaggia di Acciaroli, rinomata per il suo mare pulito (segnalata con cinque vele nella Guida Blu di Legambiente) e polo di attrazione di migliaia di turisti italiani e stranieri.</p>
<p> </p>
<div id="attachment_9205" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/acciaroli.jpg"><img class="size-medium wp-image-9205" title="Acciaroli, nel Cilento, dove è stato trovato morto il sindaco di Pollica (foto dal web)" src="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/acciaroli-300x155.jpg" alt="Acciaroli, nel Cilento, dove è stato trovato morto il sindaco di Pollica (foro dal web)" width="300" height="155" /></a><p class="wp-caption-text">Acciaroli, nel Cilento, dove è stato trovato morto il sindaco di Pollica (foro dal web)</p></div>
<p>     Esercizi pubblici con le serrande abbassate, silenzio irreale, cartelli con &#8221;chiuso per lutto cittadino&#8221; all&#8217;esterno di alcuni bar e ristoranti. E&#8217; il volto di un paese sotto choc quello che si presenta oggi nel porto di Pollica: una zona di solito animata da residenti e turisti, ancora molto numerosi in questa prima settimana di settembre. Caratterizzata invece stamane da un silenzio irreale. Persino le auto camminano a passo d’uomo, mentre capannelli di turisti si formano per chiedere notizie. </p>
<p>      &#8221;Abbiamo deciso di chiudere &#8211; dice il titolare di una pasticceria &#8211; perche&#8217; Angelo Vassallo era una persona seria, un lavoratore che ha dato lustro a questa localita&#8217; balneare. Non e&#8217; un caso che da anni veniamo premiati con la bandiera blu da Legambiente: e&#8217; uno dei segni del lavoro realizzato dal sindaco&#8221;.</p>
<p>     Un altro PM di Vallo della Lucania, Alfredo Greco, che conosceva il sindaco ucciso, dice: “Negli ultimi tempi era preoccupato e mi teneva costantemente informato sugli sviluppi di alcune vicende. Era un uomo che si batteva contro l&#8217;illegalita&#8217; ed era sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava”.</p>
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		<title>NEWS MONDO &#8211; Decine di morti in Guatemala, e una valanga di fango seppellisce anche i soccorritori</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 16:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adam</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una valanga di fango ha seppellito i soccorritori che cercavano di estrarre i veicoli travolti da uno smottamento sull&#8217;autostrada Panamericana, in Guatemala: il bilancio è di almeno 100 dispersi. All&#8217;alba di oggi, 6 settembre, numerosi veicoli, tra pullman, camion e auto erano stati travolti da una frana che ha spazzato un centinaio di metri della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9221" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/Alluvione-in-Guatemala.jpg"><img class="size-medium wp-image-9221" title="Alluvione in Guatemala (foto dal web)" src="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/Alluvione-in-Guatemala-300x174.jpg" alt="Alluvione in Guatemala (foto dal web)" width="300" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Alluvione in Guatemala (foto dal web)</p></div>
<p>Una valanga di fango ha seppellito i soccorritori che cercavano di estrarre i veicoli travolti da uno smottamento sull&#8217;autostrada Panamericana, in Guatemala: il bilancio è di almeno 100 dispersi. All&#8217;alba di oggi, 6 settembre, numerosi veicoli, tra pullman, camion e auto erano stati travolti da una frana che ha spazzato un centinaio di metri della Panamericana. Alcuni automezzi sono precipitati per 250 metri in un burrone, mentre altri sono rimasti sepolti dall&#8217;alluvione. Secondo le prime testimonianze, mentre un centinaio di soccorritori cercavano di estrarre i passeggeri di un pullman semisommerso, un nuovo smottamento ha coperto tutto, e adesso anche i soccorritori risultano dispersi. Intanto, cresce di ora in ora il bilancio delle vittime dell&#8217;ondata di maltempo che flagella il Paese, e che ha causato finora 36 morti accertati. Le piogge torrenziali dovrebbero protrarsi per ancora alcuni giorni, sostengono i metereologi.</p>
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		<title>NEWS ITALIA &#8211; Boschi (Istituto Geofisica) minaccia di non fornire più dati dei terremoti sul web</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 15:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adam</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Istituto di geofisica]]></category>
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		<description><![CDATA[“Stiamo valutando di smettere di informare e di non rendere raggiungibili i nostri dati via web sui terremoti, perche&#8217; vengono usati per arrivare a conclusioni che non stanno ne&#8217; in cielo ne&#8217; in terra&#8221;. Lo ha detto Enzo Boschi, presidente dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV). Se la minaccia dovesse essere attuata non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9223" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/Sismografo-foto-dal-web.jpg"><img class="size-medium wp-image-9223 " title="Sismografo (foto dal web)" src="http://www.politicambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/Sismografo-foto-dal-web-300x210.jpg" alt="Ssmografo (foto dal web)" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Sismografo (foto dal web)</p></div>
<p>“Stiamo valutando di smettere di informare e di non rendere raggiungibili i nostri dati via web sui terremoti, perche&#8217; vengono usati per arrivare a conclusioni che non stanno ne&#8217; in cielo ne&#8217; in terra&#8221;. Lo ha detto Enzo Boschi, presidente dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV). Se la minaccia dovesse essere attuata non si conosceranno più via web neppure di dati sulle scosse avvertite dalla popolazione.</p>
<p>Intanto una nuova scossa di terremoto, di magnitudo (Ml) 2.1, e&#8217; stata registrata alle 11:47 di oggi, 6 settembre. Il sisma e&#8217; stato localizzato nel distretto sismico dei Monti Reatini con epicentro tra Montereale (L&#8217;Aquila) e Borbona (Rieti) e profondita&#8217; di 9.7 km. Sono state tre le scosse sopra i 2 gradi di magnitudo nella giornata di ieri, 5 settembre,con epicentro vicino ai Comuni dell&#8217;Alta Valle dell&#8217;Aterno: alle 12.09 (Ml 2), alle 18.14 (Ml 2.5) e alle 22.06 (Ml 2). </p>
<p><strong>ALL&#8217;AQUILA RIENTRO A SCUOLA REGOLARE, MA CON MOLTA PRUDENZA </strong>- Sono tornati a scuola regolarmente all&#8217;Aquila gli alunni delle prime classi di quegli istituti superiori in cui era stato anticipato l’inizio delle lezioni. Sono numerose, comunque, le misure di prevenzione adottate di fronte allo sciame sismico in corso a 30 chilometri dal capoluogo. Varie scuole hanno gia&#8217; programmato un calendario di esercitazioni e prove di evacuazione, anche quando le classi si trovano dentro ai Moduli ad uso scolastico provvisorio, strutture antisismiche.</p>
<p><strong>BERTOLASO CONTRO I “PROFETI SVENTURA”</strong> - &#8221;Leggo come segno negativo l&#8217; affermarsi di profeti di sventura al posto di chi ha scelto la scienza della terra come ragione di vita, il prevalere dell&#8217;urlo sul ragionamento, il sovrabbondare dell&#8217;emozione suscitata con i metodi mediatici rispetto all&#8217;affievolirsi delle voci che ragionano, studiano, analizzano e apprestano soluzioni&#8221;. Lo ha affermato il Capo Dipartimento della Protezione civile nazionale Guido Bertolaso in un messaggio inviato all&#8217;85/o congresso della Societa&#8217; geologica italiana che si e&#8217; aperto a Pisa. Questa posizione del capo della Protezione Civile riflette la minaccia del presidente dell’INGV, di non fornire più via web i dati, ed è collegata ad essa.</p>
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